Una ricostruzione tridimensionale mostra un appartamento completamente vuoto, immerso in una luce bianca sovraesposta. Le stanze sono prive di mobili, oggetti, segni di usura o di presenza umana. Le pareti, i pavimenti e i soffitti appaiono come superfici nude, illuminate in modo uniforme. La camera si muove attraverso gli ambienti senza incontrare nulla che indichi un’epoca o un luogo. Non ci sono finestre che mostrino un esterno, non ci sono dettagli architettonici riconoscibili.
La colonna sonora è una composizione musicale dal vivo, scritta secondo le modalità di accompagnamento dei film muti: i musicisti eseguono il brano in sincrono con le immagini. Due algoritmi generativi in Max/MSP lavorano in conflitto: uno opera su sequenze matematiche (generative music sequencer), l’altro su sistemi dinamici caotici. Il risultato sonoro viene spazializzato tra quattro casse acustiche. La musica introduce ritmo, variazioni dinamiche e accenti che si oppongono alla fissità delle immagini. Il contrasto tra la staticità visiva dell’appartamento vuoto e la presenza della musica dal vivo attraversa l’intero lavoro.
Regime parallelo. Il codice 3D genera uno spazio senza corpo; la musica dal vivo produce un tempo senza immagine. I due sistemi coesistono senza retroazione: nessuno dei due modifica l’altro.
Foto: [da definire] Produzione artQ13.