2011

Day doesn't know night, thirst pursues water…

Come per Io_nel_progetto_di_un_altro, l’opera utilizza un diagramma tridimensionale in plexiglas, un lettore digitale MP3 e un piccolo altoparlante per rappresentare una performance. La struttura ricorda un manoscritto registico: un’attrice legge ad alta voce le affermazioni date da cinque personaggi diversi. Non è possibile riconoscere alcun nesso logico fra le dichiarazioni, anche se la sequenza è simile a quella di una conversazione.

L’attrice legge prima le asserzioni del primo personaggio, facendo pause nei punti in cui ritiene che gli altri personaggi dovrebbero avere i loro interventi successivi. Ciò che è stato detto viene registrato e poi riascoltato. Qui l’attrice è confrontata con il proprio linguaggio, o meglio con il linguaggio del computer, al quale reagisce recitando ciò che il secondo personaggio ha da dire, muovendosi così tra monologo e dialogo. Il processo si ripete fino a quando il quinto personaggio è stato pronunciato, e le diverse «tracce sonore» finiscono per sovrapporsi tutte sul nastro.