Il fiume Tevere può forse essere considerato il più grande museo che la città possiede, e che nasconde a vista immensi tesori archeologici. È una memoria collettiva inaccessibile, un punto cieco simile a quello dell’occhio dove c’è un’area della retina che non vede assolutamente nulla. Una lampadina viene immersa nell’acqua. È un gesto metaforico che ci porta a esperire una visione rovesciata verso la profondità, oltrepassando la membrana visibile rappresentata dalla superficie dell’acqua. La superficie del fiume viene così retroilluminata. Una nuova immagine si presenta da una nuova prospettiva. La curiosità è tale da immaginare quanto della vista resti nascosto dall’acqua: la flora e la fauna del fiume, i rifiuti, gli organismi microbiologici, i batteri. L’immaginazione è la retina che contiene i recettori necessari per «far luce» oltre i punti ciechi.
2018
Hidden in plain sight























