2019-20

Monument to the Unknown Animals

Monument to the Unknown Animals è un’opera che riflette sulla condizione degli animali le cui vite vengono schiacciate dalle dinamiche dell’economia globale. Utilizzando linguaggi e immagini diverse, Carlo Caloro si concentra su vari dettagli del meccanismo complesso che attiva le dinamiche del rapporto dell’uomo con la natura e i conflitti reciproci che ne derivano. In quest’opera, congela e immortala i corpi di animali nati e allevati intensivamente, macellati interi e pronti alla vendita, come visti in una fotografia in bianco e nero. Sono calchi in cemento ottenuti da stampi in silicone che riproducono carcasse, cadaveri di agnelli, polli, anatre e conigli presentati nella loro nudità animale come corpi destinati fin dalla nascita ad essere inseriti nella catena di produzione alimentare che li schiaccia. La riflessione dell’artista parte dalla fauna tipica di Torre Flavia, costituita prevalentemente da uccelli selvatici, una categoria che secondo le statistiche globali rappresenta circa il 30% del totale degli uccelli del pianeta, mentre il restante 70% è costituito da pollame d’allevamento. Tra la popolazione dei mammiferi, il 60% sono animali da allevamento (bovini e suini), il 36% sono umani, e solo il 4% sono mammiferi selvatici.

Come indica il titolo, l’opera è pensata come un monumentum commemorativo e insieme sepolcrale per gli animali che appartengono alla sfera dell’allevamento intensivo, e che costituiscono ormai quasi una specie a parte rispetto ai loro corrispettivi cosiddetti «selvatici». Il gruppo di corpi grigi si staglia nella riserva di Macchiatonda, sospeso su esili piedistalli come una massa di cadaveri sospesa nell’aria, a ricordare la complessità discordante di un sistema che si nutre di contraddizioni interne.

L’opera mira a sottolineare la presenza animale nella sua piena dignità corporea, denunciando l’atteggiamento economico globale che promuove ogni tipo di allevamento intensivo a prescindere dalle sue conseguenze devastanti sugli ecosistemi e dall’innesco di malattie animali. Da questo punto di vista assume una presenza commemorativa e insieme rappresenta un memento mori in cui l’uomo è chiamato in causa come motore di azioni antropiche che — con la devastazione degli ecosistemi e l’espansione degli allevamenti intensivi — innescano processi di trasmissione cross-specie, lo sviluppo e la diffusione di malattie tra la specie animale e quella umana.