Il punto di partenza sono le cave di marmo delle Alpi Apuane, dove il carbonato di calcio viene estratto dalla montagna e trasformato in ingrediente per prodotti di uso quotidiano: dentifrici, integratori, cosmetici. Questi prodotti vengono disposti sugli scaffali dello spazio e occupano fisicamente l’area riservata alla platea, sostituendo il pubblico. Gli umani si esibiscono per i beni di consumo. Valentina Sansone, performer, interagisce in scena con gli oggetti sugli scaffali. In parallelo viene prodotta “Novellae”, una crema corpo contenente carbonato di calcio, realizzata appositamente per l’evento. La crema viene promossa sui canali social media seguendo le logiche commerciali standard, con contenuti dedicati pubblicati durante il periodo dell’installazione. Dodici artiste contribuiscono con video performance che entrano nella composizione complessiva del progetto. Il carbonato di calcio funziona come elemento di connessione materiale: dalla cava alla crema, dallo scaffale alla pelle, dalla montagna estratta al prodotto venduto. Lo spazio si riempie di merci e si svuota di spettatori.
Regime da definire — il carbonato di calcio attraversa una catena materiale: cava → estrazione → prodotto → scaffale → corpo. Qui la stringa è la traiettoria della materia stessa, che passa da minerale a merce a cosmetico applicato sulla pelle.
Foto: Cristina Crippa Produzione artQ13.