I pixel di una singola fotografia digitale vengono ordinati secondo le loro sfumature di chiaro e scuro grazie a un programma scritto dall’autore. In esposizione, il processo è ricostruibile passo passo nel video prodotto. L’architettura e lo spazio prospettico dell’immagine si dissolvono progressivamente, e i singoli pixel si dispongono per luminosità, dal basso verso l’alto, fino a far apparire il motivo originario come una progressione di colore azzurro chiaro sulla superficie di proiezione. L’azione controllata dagli algoritmi corrisponde qui all’abitudine umana di mettere in ordine e fare pulizia.
2005