Le fortezze militari a forma di pentagono sono sistemi complessi costruiti nel Cinquecento per difendersi dal fuoco delle artiglierie e dall’assalto delle macchine d’assedio. Gli architetti del XVI secolo sembrano essersi inconsapevolmente ispirati ai sistemi complessi di difesa del corpo umano, come il sistema immunitario che difende dall’attacco di virus. Ce ne sono altri — come il sistema nervoso centrale — che ci inviano segnali e sintomi: ansia, umore depresso, disagio psicologico generato da macro e microrganismi patogeni di ogni tipo, che a loro volta provocano conflitti coinvolgendo una reazione del sistema cardiovascolare e di quello immunitario. Tutti eventi che nascono da relazioni infinite che direttamente o indirettamente condizionano le scelte della nostra vita e determinano la percezione di noi stessi, del nostro Io, della nostra identità.
All’interno del corpo ligneo a forma di pentagono, flussi d’aria modificano costantemente la posizione di numerose lancette di bussola. Il nostro Io non è nulla di concreto e materiale: la fortezza, la cittadella dentro di noi è solo una rappresentazione, un’apparenza fatta di flussi di relazioni eteree. Rispetto ai conflitti e a tutto ciò che accade indipendentemente dalla nostra volontà, dove siamo e cosa decidiamo o scegliamo?
