Una webcam riprende il movimento delle danzatrici e lo traduce in contorni rossi sottili che appaiono sullo schermo. I contorni restano visibili per pochi secondi, poi svaniscono. Il suono nasce dalla stessa logica: quando i corpi si muovono, il campo sonoro si eccita e genera frequenze; quando si fermano, il suono collassa verso il silenzio. Ogni relazione spaziale tra i corpi — distanza, prossimità, ripetizione — viene convertita in un evento acustico. Un modello di linguaggio locale, installato sulla macchina e non connesso alla rete, genera aforismi brevi che appaiono sullo schermo e scompaiono dopo pochi istanti. Le tracce visive, sonore e testuali vengono cancellate subito dopo la loro comparsa. Niente viene registrato, niente viene accumulato. Il sistema produce in continuazione e in continuazione elimina. Le danzatrici non vedono i contorni, non leggono gli aforismi, non controllano il suono. Il dispositivo funziona in parallelo ai corpi, senza retroazione.
Regime parallelo. Il LLM genera aforismi, il sistema visivo traccia contorni rossi, il sistema sonoro genera frequenze dal movimento. Tutte le tracce vengono cancellate immediatamente. Le danzatrici non vedono i contorni, non leggono gli aforismi, non controllano il suono. Qui il dispositivo corre in parallelo ai corpi, senza retroazione.
Foto: Cristina Crippa Produzione artQ13.