Sedici cuscini in memory foam, ciascuno di 50x50 cm e alto 12 cm, sono impilati a formare una torre di 2 metri in equilibrio precario. Un performer si muove nelle vicinanze e riceve un valore numerico via auricolare, aggiornato ogni minuto. Il numero corrisponde all’indice Kp, una scala da 0 a 9 che misura la turbolenza del campo geomagnetico terrestre. Il dato arriva dalla rete di osservatori distribuiti sulla superficie terrestre. A ogni valore corrisponde un’alterazione della grammatica motoria del performer: il corpo esita, si sbilancia, si interrompe. La prossimità tra il corpo e la torre rende il collasso inevitabile. Il memory foam assorbe l’impatto e si deforma lentamente. La torre viene ricostruita e crolla di nuovo. Il ciclo si ripete per tutta la durata della performance. Il dato geomagnetico determina, attraverso la catena di trasmissione, il momento e il modo in cui la torre cade.
Regime acentrico ed entropico. La stringa è l’indice Kp: un numero che arriva ogni minuto e altera il comportamento del corpo. Il corpo altera la torre. La torre crolla, viene ricostruita, crolla ancora. L’entropia è strutturale: il foam assorbe, si deforma, non restituisce la forma originale.
Foto: Cristina Crippa Produzione artQ13.