2020

Sneak Peek

Sneak Peek è un’installazione interattiva concepita come interpretazione fugace di un futuro prossimo in cui la tecnologia incontra la natura imitandola. Il titolo, Sneak Peek, suggerisce l’atto di ottenere un’anteprima rapida, uno sguardo veloce su ciò che accadrà più tardi nel tempo. Non priva di ironia, l’opera si presenta come un oggetto animato che si fonde con la natura provocando la lenta distruzione tanto di sé stessa quanto degli elementi naturali che la compongono.

La scultura cinetica consiste in una struttura snella di tavolo in legno su cui è collocata una bilancia dotata di sensori che attivano motori posti nel sottobosco sottostante. La partecipazione attiva del pubblico è insieme parte integrante e motore stesso dell’opera: i visitatori sono invitati a posare sulla bilancia tutti gli oggetti in plastica che indossano o portano con sé. Ogni volta che qualcosa viene posato sul piatto della bilancia, i sensori — collegati ai motori sottostanti — li attivano. I motori sono dotati di dischi dentati, e a ogni input dalla bilancia rispondono facendo ruotare i dischi tra la vegetazione, come calabroni ronzanti nascosti tra le foglie. La loro azione è calibrata sul peso degli oggetti in plastica: maggiore è il peso, maggiore è il tempo di funzionamento dei motori.

A ogni attivazione, il funzionamento dei motori provoca un’usura inevitabile dell’installazione stessa: le ruote dentate consumano le gambe del tavolo, rallentando e compromettendo al tempo stesso la crescita di fiori, piante e arbusti che si trovano ai piedi dell’installazione. Questo gioco di azione e reazione porta lo spettatore a considerare con attenzione la dimensione dei propri oggetti in plastica, traducendola visivamente in movimento ed energia di consumo. L’artista si pone così come osservatore principale delle dinamiche di un sistema complesso e ricco di paradossi, che costruisce ecosistemi il cui equilibrio precario coesiste con possibili minacce future. Sospesa fra conquista tecnologica e perdite ambientali, l’opera si presenta come ulteriore interlocutore e strumento di osservazione, offrendo al pubblico l’opportunità di intervenire — e riflettere — sui molteplici agenti coinvolti nella composizione del lavoro, compreso lo sguardo, o piuttosto la sbirciata, dei visitatori stessi.