La morte è sempre presente. È inevitabile che ce ne occupiamo. Tanato nasce dal confronto con questo fenomeno incomprensibile e fra i più temuti dell’umano. Per l’opera, l’autore ha consultato uno dei migliori tanatoesteti d’Italia, facendogli ridipingere i propri autoritratti fotografici — stampe digitali in bianco e nero su carta DINA3 — con il trucco usato per i cadaveri. Mentre i colori cosmetici hanno il colore caldo e vivo della pelle nelle fotografie, le persone vive in fotografia appaiono fredde e rigide. I ruoli e le funzioni si spostano e si confondono. Il tanatoesteta diventa artista, l’artista diventa il defunto, e i cosmetici sono segno di morte invece che di vita.
2009
Tanato

