2009

Veto_A

L’installazione multimediale Corrispondenze è la base per opere successive — come Veto_L — che sperimentano il tema del confronto fra uomo e macchina, rilevante per l’intera ricerca dell’autore. Veto_A è un cilindro d’acciaio, l’involucro di una macchina, posizionato a terra. Due sensori diversi sporgono da un foro centrale: uno reagisce al calore tramite infrarossi, l’altro misura la distanza dell’oggetto rilevato attraverso ultrasuoni.

I visitatori, all’inizio inconsapevoli, influenzano l’oggetto presunto autonomo. Le reti neurali, guidate dalle influenze esterne, alimentano informazioni a dieci motori interni al cilindro, grazie ai quali dieci estensioni che sporgono dal corpo entrano in movimento. A queste è collegato un cavo a tentacolo, su cui il movimento si trasferisce. Per via dell’intervento minimo — manifestato solo come accenno di movimento — nasce un’impressione spontanea che la macchina sia viva. Sorge la domanda sull’autonomia e sul libero arbitrio dei viventi reali, e in ultima analisi di noi come umani. In fondo, anche l’uomo non è — pur nei suoi processi di pensiero complessi — predeterminato in modo simile a questa macchina?